Liver-Unit

La Liver-Unit (Unità di Epatologia), che raccoglie tutta l’innovazione derivante da una riorganizzazione delle cure dedicate ai pazienti affetti da malattie del fegato, è una struttura e un’organizzazione con una funzione specialistica finalizzata a soddisfare i bisogni di salute generati dalle malattie epatiche. La Liver-Unit, che nascerà nell’ambito del dipartimento medico, dovrà erogare assistenza a contenuto professionale specifico e specialistico, utilizzando e poi diffondendo le conoscenze e le abilità necessarie alla cura delle malattie del fegato.
La mission della Liver-Unit, quindi, è quella di produrre ed erogare tutte quelle prestazioni cliniche e assistenziali destinate alla prevenzione, diagnosi, cura, assistenza e terapia delle malattie del fegato, compreso il trapianto.
Modalità assistenziali
Le modalità assistenziali tipiche di una Liver-Unit dovrebbero saranno rappresentate da:

1. Ricovero ordinario
2. Day Hospital e Day Service ambulatoriale
3. Ambulatori
4. Assistenza domiciliare epatologica
5. Sottosistemi epatologici specialistici come:
5.1. Terapia semintensiva epatologica
5.2. Infettivologia epatologica
5.3. Ecografia diagnostica e interventistica
5.4. Epato-Oncologia
5.5. Trapianto di fegato (assistenza pre- e post-trapianto)

Questi sottosistemi sono aree di singola “produzione”, identificabili nel contesto generale dell’epatologia in conformità a specifici indicatori. Le singole aree possono essere sviluppate - secondo il setting assistenziale esistente e le realtà locali - anche in aree differenti da quella della Liver-Unit, ma contigue e integrate. Le singole aree dovrebbero far riferimento, per la gran parte, al dipartimento medico
I percorsi assistenziali epatologici
I percorsi assistenziali sono una modalità organizzativa di erogazione dei “prodotti” sanitari orientati sui bisogni della persona malata. I percorsi saranno organizzati in una rete interdisciplinare nell’ospedale e fra l’ospedale e il territorio.
È noto che le malattie del fegato rappresentano un’importante causa di morte e morbilità nel mondo e nel nostro Paese. Questo è dovuto, come abbiamo anticipato nell’introduzione, alla diffusione dell’epatite C, dell’epatite B, dell’abuso alcolico e della sindrome metabolica, causa di steatosi e steato-epatite.
Le malattie del fegato possono essere differenziate, quindi, non solo in rapporto all’eziologia, ma anche in base alla durata della storia naturale della malattia e delle sue complicanze. Possiamo così distinguere, in modo arbitrario, alcuni pattern evolutivi:

1. Evoluzione lunga, decennale. La malattia può avere fasi di gravità crescente:
a. Epatite virale cronica
b. Danno epatico da alcol
c. Steatosi e steato-epatite nella sindrome metabolica
2. Evoluzione clinica di anni:
a. Cirrosi epatica; trapianto di fegato
3. Evoluzione clinica di mesi o pochi anni:
a. Epatocarcinoma
4. Breve evoluzione:
a. Epatite virale acuta
b. Litiasi della colecisti e delle vie biliari, quando complicate
c. Epatite da farmaci

Personalizzazione dell’assistenza e case-manager
La personalizzazione dell’assistenza, intesa come affidamento della responsabilità clinica per la durata della degenza, o per un percorso diagnostico-terapeutico, a un medico identificato costituisce un elemento rilevante nel processo di sviluppo professionale del medico e un elemento altrettanto rilevante nel miglioramento della qualità percepita dal malato. Analoga personalizzazione - in particolare per i percorsi ospedalieri-territoriali, come si vedrà più avanti - può essere affidata a infermieri opportunamente addestrati come case-manager. Questa specifica forma di responsabilizzazione - osteggiata in passato quando proposta, anche localmente, da associazioni di pazienti - può ora essere vista come strumento atto a minimizzare gli errori con un ruolo decisivo nel migliorare la qualità dell’assistenza.
Intensità di cure e complessità clinica
Tutte le attività epatologiche condotte negli ospedali possono essere ricondotte al modello organizzativo della Liver-Unit. E i requisiti devono essere soddisfatti. Non tutti gli ospedali, per bacino d’utenza e caratteristiche della struttura, potranno offrire, infatti, l’intensità di cura o di assistenza richieste. E neppure possono affrontare casi di complessità clinica elevata. Per questo viene considerata la necessità di classificare le Liver-Unit in base all’intensità dell’offerta di cure:
Liver-Unit di primo livello
Le strutture in grado di offrire assistenza di base, ambulatoriale e in degenza ordinaria e a domicilio, saranno di primo livello. È indispensabile la disponibilità di ecografia diagnostica, endoscopia diagnostica, TC. È richiesta la competenza nel trattamento delle epatiti virali e della cirrosi scompensata. A queste Liver-Unit potranno afferire pazienti di complessità clinica bassa.
Liver-Unit di secondo livello
Queste strutture dovranno invece offrire anche assistenza semintensiva. Dovranno essere situate in ospedali che possano mettere a disposizione la chirurgia del fegato e delle vie biliari e l’assistenza in rianimazione. Sono richiesti, fra l’altro, la disponibilità di ecografia diagnostica (anche con mezzo di contrasto) e interventistica, endoscopia diagnostica e operativa e TC, RMN, radiologia interventistica: per trattare l’epatocarcinoma (Epato-Oncologia), le varici esofago-gastriche e le ostruzioni del sistema biliare. A queste Liver-Unit potranno afferire pazienti di complessità clinica alta.
Liver-Unit di terzo livello
Le Liver-Unit di terzo livello, che dovranno avere le stesse caratteristiche delle strutture di secondo livello, fanno riferimento al Centro trapianti e la loro sede deve essere nelle immediate vicinanze del Centro stesso. A queste Liver-Unit potranno afferire pazienti di complessità clinica alta e che richiedo pure un’alta intensità di cure.