Terapia semintensiva


La terapia semintensiva epatologica dovrebbe essere l’area dedicata al trattamento e al monitoraggio dei malati con insufficienza epatica che necessitano, in prevalenza, d’intensità di cure minore rispetto a quelle possibili in una terapia intensiva, ma la cui criticità non ne consente un’adeguata gestione in una degenza ordinaria.
In un contesto più ampio, cioè di gestione complessiva del malato affetto da malattia del fegato, la terapia semintesiva epatologica si colloca fra il reparto di degenza ordinaria e la terapia intensiva o rianimazione, come indicato nello schema proposto.
Quali malati? Alta intensità di cure e alta complessità clinica
I pazienti che possono giovarsi di un simile approccio saranno quelli affetti da cirrosi epatica scompensata o complicata da emorragia digestiva, encefalopatia, sindrome epato-renale, ascite refrattaria, peritonite batterica spontanea. Alta complessità clinica che, in questi casi, richiede un’alta intensità di cure. I pazienti affetti da colangite batterica o ascesso epatico possono pure aver necessità di un simile approccio semintensivo per il rischio di un’evoluzione verso la sindrome da risposta infiammatoria sistemica, lo shock settico o la sindrome da insufficienza multi organo, che richiederanno, però, l’assistenza in terapia intensiva. Potranno essere assistiti anche i pazienti con insufficienza epatica acuta da farmaci e da tossici, epatite virale, epatite autoimmune, ipoperfusione o fegato da “stasi”.
Requisiti strutturali
L’accesso a una terapia semintesiva deve essere controllato dal personale e i collegamenti con il dipartimento dell’emergenza-urgenza, con il blocco operatorio e con i servizi di supporto devo essere rapidi e funzionali. L’area deve essere costituita da moduli con un numero minimo di quattro posti letto. I requisiti strutturali possono essere assimilati a quelli richiesti per altre terapie semintensive, come quelle pneumologiche.
Fra l’altro, deve essere possibile una buona visione diretta dei pazienti dalla postazione infermieristica o deve essere prevista una centrale di monitoraggio con telecamere. È importante, anche in questo settore, promuovere modelli organizzativi che privilegino l’umanizzazione dell’assistenza, con particolare attenzione alle necessità dei malati e dei familiari durante la degenza.
Requisiti tecnologici
Sono richiesti impianti di climatizzazione, aspiratore, defibrillatore, attrezzatura per trasporto su barella con monitor, bombola di ossigeno portatile, sistema di allarme, monitor in ogni letto (per la rilevazione dei parametri vitali con trend dei parametri), allarmi sonori e visivi (al letto e nella centrale di monitoraggio), pompe per infusione, pompe per nutrizione parenterale, sistema per la pesatura del paziente, anche quando allettato.
Requisiti organizzativi
Personale medico
Deve essere garantita la presenza di un medico specialista dedicato (ore 8-20), 7 giorni su 7. Nelle ore notturne deve essere garantita la presenza medica specialistica anche tramite guardia interdivisionale. Deve essere presente un referente per garantire la continuità assistenziale e devono essere dedicate linee guida, procedure e protocolli per i singoli aspetti delle patologie in esame e dei pazienti in cura.
Personale infermieristico
Deve essere previsto un infermiere ogni quattro posti letto. Una terapia semintensiva deve avvalersi di procedure, linee guida, protocolli per quanto riguarda i principali aspetti o settori dell’assistenza infermieristica al paziente.
Cartella medica e infermieristica
Come per tutti i pazienti deve essere prevista la cartella medica e infermieristica. Inoltre deve essere considerata l’evoluzione degli indici e dei punteggi di gravità, generali e più specifici. I parametri vitali monitorizzati saranno registrati con la data e l’indicazione oraria.
Saranno necessari periodici audit multidisciplinari volti a verificare indicazioni e risultati dell’assistenza semintensiva epatologica fra Liver-Unit della stessa area vasta o regione.